Mettersi in proprio: cosa ti serve per creare un business profittevole di cui andare fiero.

da | Digital Marketing

Mettersi in proprio: sfide e opportunità.

Vuoi metterti in proprio ma non sai da dove iniziare a trovare clienti? Come fare se si vuole lasciare il proprio lavoro per creare un’attività autonoma ma non ci si sente abbastanza capaci?

Questo articolo nasce con lo scopo di fornirti una metodologia semplice ma allo stesso tempo completa.

Mettersi in proprio non è affatto semplice. Richiede una buona dose di coraggio e competenze che vanno oltre il tuo campo professionale.

Un’attività in proprio ha la necessità di essere promossa al fine di generare ciò che la nutre e la rende profittevole: i clienti.

Qui entra in gioco il mondo dell’online. Tutti possiamo beneficiare delle numerose opportunità che l’online offre e lo possiamo fare a livelli anche molto diversi.

Possiamo pensare a un modello di business che sia interamente impostato online e che ci permetta di lavorare completamente da remoto oppure possiamo pensare all’online come a un luogo nel quale fare acquisizione clienti per la nostra attività locale.

La cosa non cambia particolarmente sia che si vendano servizi sia che si vendano prodotti fisici.

La metodologia che l’articolo vuole descriverti si basa sul concetto che il marketing sia un potente strumento di libertà: non storcere il naso se pensi a doverti promuovere.

Oggi puoi farlo senza dover sgomitare (a meno che questo non sia il tuo intento), ma puoi usare quello che viene descritto come inbound marketing per creare valore e attirare le persone alle quali il tuo servizio o prodotto di rivolge.

Puoi essere percepito dal tuo mercato di riferimento come una risorsa e riuscire in tal modo a maturare una relazione duratura che non solo ti farà acquisire clienti ma farà di loro uno dei tuoi principali volani di crescita.

Quando qualche anno fa ho deciso di mettermi in proprio dopo anni di lavoro da dipendente, il mio modello di business era ben diverso da quello che ho ora. Non faccio mistero peraltro che il mio modello di business sia ancora in evoluzione e che venga rimesso in discussione dalla sottoscritta periodicamente.

Questo anche perché le mie competenze si amplificano ogni volta che seguo un progetto più complesso che mi permette di mettere le basi per un posizionamento maggiormente differenziante rispetto ai miei competitor e che soprattutto mi permette di andare più in profondità nel lavoro con i miei clienti, offrendo loro una proposta sempre più articolata e che abbraccia le loro esigenze a 360°.

Trovo però che la metodologia proposta in questo articolo possa accompagnarti dalle prime fasi del tuo business fino alle successive evoluzioni. Questo perché comprende sia un livello dedicato alla tua offerta, sia un livello dedicato interamente alla promozione.

I concetti che ti propongo non sono nuovi. Di mio troverai la loro organizzazione all’interno di una metodologia che non solo può farti partire con il piede giusto, ma che può fungere da calibro periodico per la tua attività, garantendone la coerenza comunicativa che ti serve per trovare il tuo cliente ideale.

Table of Contents

Alcuni errori che vedo spesso in chi si vuole mettere in proprio.

1. Pensare di non avere competitors.

Spesso mi capita di sentire la frase “non ho competitors”.

Con tutta probabilità non hai fatto una ricerca abbastanza accurata. Avere competitors non è una cosa negativa. Essere dei pionieri la maggior parte delle volte rende le cose difficili e la presenza di competitors ci segnala che il mercato è abbastanza profittevole da attirare professionisti e imprenditori.

Una buona analisi dei competitors ci da inoltre il vantaggio di poterci posizionare strategicamente, differenziandoci sul mercato.

Usali per raccogliere dati e posizionarti. Fatto questo sposta il tuo sguardo dalla concorrenza ai clienti.

2. Pensare che basti avere talento.

Qua ci addentriamo su un campo per certi versi astratto ma lascia che riporti tutto a una dimensione estremamente pratica: il talento non vende.

Quello che vende è il risultato frutto di competenze che possono derivare dalla tua passione e predisposizioni naturali a determinate cose. In ogni caso ricordati che no, non basta essere talentuosi e creativi per vendere, così come non basta aprire uno shop online per avere visitatori che arrivano.

E’ più complicato di così e prima facciamo pace con questa realtà prima riusciamo a usare quello che abbiamo a disposizione per poter creare un’attività sostenibile.

3. Scambiare il mezzo con lo scopo.

Ciò che interessa al cliente è il risultato: lo scopo per il quale è spinto a lavorare con te è ciò che vuole ottenere, non il tuo ”come”. Per questo è importante che lo scopo sia veicolato in modo efficace in tutta la tua comunicazione.

4. Pensare che online sia tutto facile (e gratuito).

Basta aprire uno shop per vendere e un profilo Instagram per trovare clienti? Ovviamente la risposta è no. Il mondo dell’online è ricco di opportunità ma questo non significa che sia facile.

Prendiamo il mondo dell’ecommerce. 9 su 10 negozi online falliscono entro i primi tre anni, generalmente per mancanza di pianificazione e per aspettative completamente errate.

Per raggiungere un break even sono spesso necessari dai 12 ai 24 mesi e molti non hanno semplicemente la pazienza e la giusta strategia per attendere tempi di riuscita di questo tipo.

Inoltre ricordati che per essere online in modo strategico ci vogliono soldi. Tanti o pochi dipende dal tuo obiettivo ma considera di dover fare un investimento.

Il marketing come strumento per dare valore e creare un business di cui andare fieri.

Se anche tu ogni volta che senti la parola marketing storci il naso perché ti vengono in mente venditori aggressivi, puoi tirare un sospiro di sollievo: il marketing oggi è per chi si sa raccontare e per chi sa raccontare il proprio prodotto.

L’online ci dà la possibilità di dare valore e di essere trovati da chi ha bisogno di noi. In verità, non solo possiamo essere trovati, ma possiamo addirittura attrarre le persone che meglio siamo in grado di servire attraverso i nostri prodotti.

Per farlo nel migliore dei modi dobbiamo creare dei contenuti di valore che chiariscano la nostra autorevolezza e veicolino il nostro perché. La vendita, sarà una conseguenza di questi sforzi che permettono al nostro cliente ideale di sceglierci in tutta sicurezza.

Lo scenario in cui ti dovrai muovere: la freemium economy

La cosiddetta economia della gratuità fa riferimento alla produzione di contenuti usata per l’attrazione dei clienti ideali. La produzione di contenuti non è semplice.

Implica che tu sia in grado di scegliere i giusti canali di distribuzione e che tu abbia intercettato ciò di cui il tuo target ha veramente bisogno.

Partecipare alla freemium Economy è però fondamentale oggi per assicurare al nostro business un impianto di marketing sostenibile ed efficace.

Hai mai sentito parlare di inbound marketing ?

L’inbound marketing ha come pilastro la creazione di contenuti efficaci e come presupposto la conoscenza approfondita del tuo cliente ideale, niente di più lontano da quel l’idea di venditore aggressivo che non piace a nessuno.

La metodologia.

La metodologia che ti propongo è basata su tre elementi che mi piace rappresentare con tre cerchi per indicare che ciascun elemento viene integrato e inglobato nell’altro in modo del tutto armonico.

E’ fondamentale che questi elementi siano allineati tra di loro.

E

Identifica la tua offerta di valore.

E

Crea intorno alla tua offerta il tuo ecosistema valoriale.

E

Veicola il tuo ecosistema valoriale attraverso un piano di marketing efficace che comprenda strategia, tattiche e strumenti.

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Identifica la tua offerta di valore

Faccio subito una premessa: in questo articolo non sostengo che qualunque passione tu abbia possa essere commercializzabile, semplicemente non è vero.
Per capire cosa sia commercializzabile e cosa non lo sia, è necessario svolgere un’ analisi del mercato dalla quale poter raccogliere dati e fare delle deduzioni sul potenziale della tua offerta.

Detto questo, credo fermamente che per mettersi in proprio valga la pena fare qualcosa che ci piace. Valga la pena appassionarci a ciò che facciamo.

L’attività autonoma è inevitabilmente legata a mille incognite: per portarla avanti hai bisogno di crederci e per crederci non puoi fare qualcosa che detesti (quello lo puoi fare in cambio di uno stipendio fisso, lo stesso al quale hai deciso di rinunciare se vuoi aprire la tua attività autonoma).

La tua offerta è la soluzione al problema che risolvi, più banalmente identifica il tuo servizio o il tuo prodotto.

La chiamo offerta di valore perché è importante che il servizio e il prodotto siano resi unici dai benefici che portano al cliente.

Un prodotto non è solamente la merce che offri ma è la merce che offri più tutti i benefici che l’accompagnano. Se il tuo servizio è una consulenza ma insieme alla tua consulenza offri anche email di follow up, monitoraggio, revisioni, report scaricabili, ecco che il tuo servizio acquisterà maggiore valore e non si limiterà semplicemente a 60 minuti via Zoom.

Crea intorno alla tua offerta il tuo ecosistema valoriale.

Attitudini, valori, temi, storie e il tuo perché.

Questo ha a che fare con la tua unicità.

Cosa distingue la tua offerta da quella del competitor (ne hai sicuramente diversi, se non mi credi ti invito a navigare su internet anche solo per un tempo breve)?

L’ecosistema valoriale è l’universo tematico e semantico nel quale la tua offerta viene caratterizzata trovando dei tratti distintivi.
E

Attitudini, valori e temi

Le attitudini rappresentano i tuoi punti di forza mentre i valori rappresentano ciò in cui credi e sono strettamente legati al tuo perché.

L’insieme di questi elementi ti permette di affrontare temi anche ampiamente trattati sul mercato, in un modo originale e unico.

La tua storia è ciò che ha il potere di mettere tutti i pezzi sopra menzionati insieme, donando loro una coerenza narrativa che ti aiuti a creare una relazione con il tuo cliente ideale.

Lo scopo dell’ecosistema valoriale è quello di permetterti una differenziazione, aiutando così il tuo cliente ideale a scegliere te.

Lascia che ti porti come esempio alcuni elementi del mio ecosistema valoriale, non perché lo ritenga particolarmente rilevante ma perché ti può aiutare a capire meglio cosa intendo.

Attitudini: con quasi 15 anni di lavoro alle spalle in settori diversi, ho compreso di essere:

  • Analitica e orientata al compito
  • Amante dei processi
  • Propensa a prendere decisioni
  • Costantemente in formazione
  • Capace di ascoltare profondamente e di entrare in empatia con le persone (cosa che mi ha sempre reso possibile lavorare in team anche con persone definite da altri come ingestibili).

Valori:

  • Essere orgogliosi di ciò che si fa è fondamentale per vivere bene. Questo è sempre vero, ancora di più se si intraprende un’attività autonoma.
  • E’ possibile reinventarsi dopo gli “anta”. Per quanto possa essere difficile, reinventarsi dopo gli anta ha tanti vantaggi, tra cui l’esperienza (anche in diversi ambiti) che si può mettere a disposizione della propria clientela.
  • Promuovere la propria attività è parte stessa del lavoro. Il marketing non è una cosa brutta, ma un modo per dare valore alla propria clientela e per permettere a chi è interessato di fare una scelta consapevole.
  • L’online è un’opportunità per creare delle attività sostenibili e automatizzate. Il tempo è la risorsa più scarsa che abbiamo, l’online ci permette di creare dei processi di lavoro o dei modelli di business che si avvantaggino di automazioni che ci permettano di essere più efficienti nel nostro lavoro.

Temi:

  • Ecommerce
  • Siti di marketing
  • Web marketing
E

Il tuo perché e la tua storia.

Il tuo perché e la tua storia sono fondamentali per definire ulteriormente il tuo ecosistema. Il tuo perché ha a che fare con l’impatto che la tua attività può portare nella vita delle persone che hai scelto di servire e solitamente è collegata ad aspetti della tua storia.

Come avrai capito, l’ecosistema valoriale ha a che fare con una dimensione personale che però viene declinata con in mente il tuo cliente ideale.

Marketing. Strategia, tattiche e strumenti.

L’ultima dimensione che devi curare è quella del marketing.

Sul mio canale Telegram ho parlato della differenza tra strategia, tattiche e strumenti durante una live che ti invito ad andare ad ascoltare.

La differenza tra questi elementi è fondamentale per riuscire ad elaborare una strategia e un piano di marketing adeguati.

Riporto qui delle brevi definizioni.

E

Strategia:

Piano d’azione di lungo termine volto al raggiungimento di uno scopo (es. come aumentare il fatturato del 10%).
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Tattica

Metodo utilizzato per conseguire gli obiettivi delineati nella strategia (es. Lead Generation).
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Strumenti

I mezzi usati per conseguire degli obiettivi specifici (es. Facebook Ads).

Conclusioni

Per quanto mettersi in proprio non sia semplice, costruire una nostra attività può sicuramente essere un’esperienza di crescita personale e un modo per poter riappropriarci di schemi di lavoro più flessibili grazie a un’organizzazione o a un modello di business che preveda anche l’utilizzo di automazioni.

Per chi si mette in proprio, il marketing non deve essere visto come il tentativo di vendere aggressivamente, ma piuttosto come l’opportunità di mettere il cliente potenziale nella posizione di scegliere in modo consapevole e informato.

Se hai domande sulla metodologia, ti aspetto nei commenti.

Buon lavoro,
Maria

Maria Giovanna Ladu

Maria Giovanna Ladu

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2 Commenti

  1. Silvia Matzeu

    Maria sei fantastica. Più che un articolo, un manifesto 🤩

    Rispondi
    • Maria Giovanna Ladu

      Cara Silvia,
      Detto da una PROFESSIONISTA COME TE la cosa mi rende felicissima!

      Rispondi

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